• GIARDINIERI E PAESAGGISTI CON PASSIONE

  • LA MANUTENZIONE DEL VERDE

    Non interveniamo mai eccessivamente sui giardini e sulle piante presenti, molto spesso ci definiscono come dei giardinieri anomali perché consigliamo la maggior parte delle volte di non fare.

  • Husqvarna

    il tuo aiutante perfetto

     
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COSA FACCIAMO

  • Progettazione

    Uno spazio verde, sia esso piccolo o grande, è un’opera d’arte leggibile attraverso tutti gli organi sensoriali. I nostri progetti sono il prodotto dell’interazione tra il luogo dove ci troviamo, i fruitori e le piante scelte.

  • Realizzazione

    La realizzazione è importante quanto una corretta progettazione, della quale è la diretta conseguenza.

  • Manutenzione

    Non interveniamo mai eccessivamente sui giardini e sulle piante presenti, molto spesso ci definiscono come dei giardinieri anomali perché consigliamo la maggior parte delle volte di non fare.

  • Irrigazione

    La bellezza dei giardini dipende soprattutto dalla sapienza dell’irrigazione. Irrigare correttamente è una vera arte, che richiede esperienza, cura ed alto livello tecnologico.

Ho fatto una strana scoperta. Ogni volta che parlo con un sapiente sono sicuro che la felicità non è possibile. Eppure, quando parlo con il mio giardiniere, io sono convinto del contrario.

Bertrand Russell

Consigli con Passione

Per chi ogni giorno si prende cura del proprio angolo verde.

Specifiche realizzazione suolo

17 febbraio 2016
Il suolo è la porzione superficiale del terreno, dove si svolgono le attività biotiche delle piante e della fauna macroscopica e microscopica. Le sue caratteristiche chimiche e fisiche dipendono: dalla roccia madre da cui si sono evoluti, dalle piante che vi si sviluppano, dalle pratiche colturali che sono state effettuate. Può essere autoctono oppure essere di riporto. Il suolo è composto da una parte solida, una liquida ed una gassosa in equilibrio tra loro. TESSITURA Ogni costituente ha determinate proprietà chimico-fisiche. La sabbia ha una scarsa ritenzione idrica e favorisce lo sgrondo del suolo, ma non ha caratteristiche coesive e un eccesso della stessa comporta una infertilità del substrato. Il limo possiede proprietà intermedie tra le altre due frazioni, terreni molto limosi sono di difficile gestione. L’argilla ha un alto potere di ritenzione idrica, tenacità e un’alta capacità di interazione con gli elementi nutritivi. Se una giusta quantità della stessa determina una buona fertilità del suolo, terreni troppo argillosi sono pesanti da lavorare e a rischio di ristagno e asfissia.La tessitura o granulometria è la composizione percentuale delle particelle che compongono il substrato suddivise per dimensione. Condiziona le proprietà fisiche e chimiche e il rapporto tra acqua e aria presenti. La prima macro-suddivisione è tra terra fine e scheletro, composto dalle parti molto grandi quali sassi e rocce. Al di sotto di questa grandezza la tessi tura distingue tre diverse componenti: la sabbia (frazione grossolana), il limo (frazione fine) e l’argilla (frazione finissima). STRUTTURA La struttura è il livello di aggregazione delle particelle che compongono il suolo. Agendo su di essa mediante tecniche agronomiche mirate è possibile migliorare suoli difficili come quelli sabbiosi o limosi. La struttura si forma grazie all’azione di particelle colloidali (argille e humus) che possiedono un potere cementante e permettono la formazione di grumi, inglobando particelle più grandi come sabbia e limo. IL PH Il pH indica la reazione del suolo: neutra a cavallo tra pH 6 e 7, acida al di sotto di pH 6, basica al di sopra di pH 8. Questa caratteristica condiziona la solubilità degli elementi nutritivi presenti nel substrato e quindi la loro disponibilità per essere assorbiti dalle radici delle piante. I suoli neutri sono i migliori perché sono caratterizzati dalle migliori condizioni di nutrizione minerale e inoltre perché la maggior parte delle piante si adattano meglio a vivere tra pH 6 e 7. Solo alcuni microelementi sono maggiormente disponibili in altre situazione: il ferro in ambiente acido e il molibdeno in ambiente basico. I suoli acidi sono tendenzialmente meno fertili, alcune specie vegetali si sono però adattate a viverci (specie acidofile). ACQUA E ARIA La porosità del suolo dipende dal grado di strutturazione e dalla composizioni granulometrica dello stesso. Sia l’acqua che l’aria sono necessarie per lo sviluppo e la sopravvivenza delle radici. Più l’aria scenderà in profondità, più scenderà l’apparato radicale, andando ad occupare una zona meno stressata da cambi di temperatura e di umidità. Più i terreni saranno composti da strutture di grossa dimensione o componenti di granulometria

Realizzazione del tappeto erboso

17 febbraio 2016
PROGETTAZIONE E VALUTAZIONI PRELIMINARI Come nella maggior parte delle attività di giardinaggio, la pianificazione delle attività è la parte più critica di tutto il lavoro. Avere ben chiaro l’obiettivo ed il modo di raggiungerlo permette di ottimizzare le risorse, facendo diminuire il tempo impiegato e le spese generali di tutto il progetto.PROGETTAZIONE E VALUTAZIONI PRELIMINARI Valutiamo bene tutti i materiali e le attrezzature che ci saranno necessari per la realizzazione del lavoro finito, garantendoci un periodo di tempo adeguato per procurare ad un buon prezzo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Riconsideriamo innanzitutto forma e dimensioni del prato, prevedendo eventuali variazioni per rendere più agevoli le operazioni di manutenzione, oppure la sostituzione del tappeto erboso con piante tappezzanti nelle zone dove abbiamo notato che l’erba cresce con maggiore difficoltà. Valutiamo anche l’eventuale inserimento di arbusti per nascondere zone antiestetiche o elementi visivi sgradevoli, dentro e fuori dal giardino. Altra cosa da considerare attentamente è l’ubicazione di vialetti e camminamenti, valutandone anticipatamente eventuali spostamenti, per non dover intervenire in seguito, quando il prato è già stato seminato. Facciamo in modo che l’ingresso al tappeto erboso sia abbastanza largo e non limitato ad una piccola apertura, per evitare il passaggio in un’unica posizione e la precoce usura dell’erba proprio dove si passa più frequentemente. Prima dell’inizio dei lavori occorre anche prendere in considerazione l’eventuale installazione di un impianto automatico di irrigazione o la creazione di unimpianto di illuminazione nel giardino, se questi non sono già presenti, per poter eseguire i lavori di scavo e posa in opera senza danneggiare successivamente il prato. Molto importante è la valutazione delle condizioni di crescita del prato, tenendo presente che l’erba richiede la luce solare per almeno qualche ora al giorno. E’ quindi opportuno non far arrivare il prato proprio sotto alla chioma di grossi alberi, dove il terreno è più secco ed ombreggiato, ricco di radici superficiali, oppure nelle zone sempre in ombra vicino ai muri. In queste zone possiamo rimediare mediante l’impiego di arbusti e piante tappezzanti. Per una buona riuscita del nostro lavoro dobbiamo quindi effettuare un’attentavalutazione delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno, possibilmente mediante un’analisi eseguita in laboratorio: raramente in natura esiste un terreno che possieda tutte le qualità ottimali, ma con opportuni interventi è possibile migliorarlo per facilitare la crescita delle piantine erbacee. Se ci è troppo complicato far effettuare un’analisi del terreno, è molto importante valutare almeno il pH del terreno, mediante appositi kit molto semplici da utilizzare, tenendo ben presente il fatto che la maggior parte delle graminacee che costituisce il tappeto erboso gradisce valori di pH compresi tra 5,5 (leggermente acido) a 7,5 (leggermente alcalino). Se il pH è inferiore a 5 (terreno acido) possiamo intervenire aggiungendo ammendanti come gesso o calce triturata (non superando i 100-150g/m2), mentre se il pH è superiore a 7,5 (terreno alcalino) si interviene con l’aggiunta di torba acida o di concimi acidificanti come il solfato ammonico. La profondità, cioè lo spessore di terra fertile ed utile alle radici, dovrà essere di almeno 25-30 cm,

Come potare le proprie piante?

17 febbraio 2016
Note introduttive Porre le piante giuste al posto giusto, siano alberi, arbusti o erbacee perenni, limita gli interventi di potatura alle operazioni di svecchiamento e di pulizia dal secco, interventi poco invasivi e sporadici. Si deve sempre tenere conto della grandezza finale di una pianta e non farsi condizionare dalla grandezza all’impianto. Dopo alcuni anni la giovane pianta che si ha di fronte potrebbe diventare un vero e proprio mostro e un giardino luminoso potrebbe trasformarsi in una giungla buia. Queste errate considerazioni portano ovviamente ad una spesa di manutenzione più alta di quella per un giardino ben ponderato. Si tende spesso a pensare e a credere che le potature siano necessarie per il buon sviluppo della pianta e che inoltre essa ne tragga un beneficio. Credenza avvalorata dallo sviluppo, nell’anno successivo a un intervento energico, di vigorosi ricacci. Questa opinione è errata per due motivi specifici. Il primo è più che altro una considerazione logica: in natura le piante necessitano di potature? La seconda ragione è legata alla fisiologia delle piante: dopo il taglio di una parte della chioma, la pianta lavorerà per ricreare l’apparato fotosintetico di cui è stata privata emettendo molti nuovi getti, questo però induce un forte stress alla pianta che alla lunga ne soffre. Se si pensa alla pianta in termini di bilancio energetico si arriverà alla stessa conclusione. La pianta investe le risorse energetiche che immagazzina principalmente in crescita (nuovi rami), riproduzione (fioriture) e difesa dalle malattie (funghi, insetti, …). Ogni volta che si pota una pianta si deve tenere presente che si sta intervenendo su tale equilibrio. Operazioni energiche di potatura portano la pianta a sprecare più risorse nello sviluppo di nuovi rami e meno nelle fioriture o per le difese dai patogeni. Anni di errate potature portano ad una sorta di spirale di decadimento della salute della pianta. Fisiologia della pianta Una considerazione da tenere a mente è che non tutte le parti di una pianta si sviluppano allo stesso modo e con lo stesso ritmo di crescita. La gemma terminale (posta sulla cima di un ramo) è quella che si sviluppa per prima e maggiormente, se questa viene asportata saranno le gemme poste subito dopo lungo il ramo a svilupparsi (accestimento). Questa caratteristica fisiologica è denominata ‘dominanza apicale’. Una pianta è ‘programmata‘ per raggiungere la sua grandezza finale. Possiamo costringere un albero ad avere una forma obbligata solo continuando a potarlo, ma esso tenderà sempre ad accrescersi in altezza e larghezza. Le siepi rappresentano l’esempio migliore per descrivere questo assunto. Un ramo è inserito su un altro ramo principale o sul tronco. Nel punto di inserimento c’è un’area chiamata collare. Il collare è molto importante: è la struttura che andrà a chiudere un eventuale taglio. È importante rispettare, durante la potatura, soprattutto di un albero, quest’area evitando tagli troppo ravvicinati al punto di inserimento. Il ferimento del collare porta a una più difficile rimarginazione della ferita provocata dalla rimozione di un ramo. Tipologie di potatura Potatura di allevamento e formazione Intervento

nutrizione delle piante

11 febbraio 2016
Gli elementi nutritivi necessari alla crescita e alle funzioni primarie della pianta si possono suddividere in due sottogruppi: i macroelementi, di cui la pianta ha una elevata necessità, e i microelementi, di cui ha un minore fabbisogno. Alcuni elementi sono già presenti in quantità consistente nell’ambiente e il loro apporto è superfluo, altri si esauriscono più rapidamente e la loro somministrazione è indispensabile. La pianta funziona come un indicatore della presenza o meno degli elementi nutritivi di cui necessita (ingiallimento, necrosi, sviluppo sproporzionato). MACROELEMENTI I macroelementi sono quelli di cui la pianta ha più necessità e di cui è maggiormente costituita (più dello 0,1% sulla sostanza secca). I primi tre elementi vengono ricavati dall’aria e dall’acqua e non si assiste mai ad una loro carenza. Carbonio (C), alla base di ogni struttura cellulare e essenziale per l’immagazzinamento delle risorse energetiche sotto forma di carboidrati. Idrogeno (H), indispensabile per la creazione degli zuccheri, per la fotosintesi e per la respirazione cellulare. Ossigeno (O), prodotto dalla pianta durante il processo fotosintetico e necessario alla stessa per eseguire la respirazione cellulare. I seguenti elementi vengono invece assorbiti dal suolo mediante l’apparato radicale. Fosforo (P), indispensabile per il funzionamento della fotosintesi clorofilliana, altresì importante per la crescita delle piante e per la formazione di fiori e semi. Spesso si trova in quantità ridotta nel suolo, le piante possono aumentare la loro capacità di assorbimento formando un’associazione mutualistica con un fungo (micorriza). L’eccesso di fosforo provoca un accrescimento maggiore dell’apparato radicale rispetto a quello aereo e all’anticipazione della maturazione dei frutti. La carenza dello stesso, facendo ridurre il metabolismo interno della pianta, ne comporta una crescita ridotta di tutte le sue parti. Potassio (K), coinvolto nei processi metabolici della pianta (fotosintesi, respirazione, enzimi), regola l’apertura e la chiusura degli stomi (dai quali la pianta ‘respira’) e quindi aumenta la tolleranza alla siccità e al gelo. Inoltre regola la dimensione di fiori e frutti. In suoli sabbiosi può risultare scarso a causa della sua forte mobilità. La sua carenza comporta un maggiore rischio di attacco da parte dei patogeni e un diffuso avvizzimento della pianta. Azoto (N), componente essenziale di tutte le proteine, importante per la costruzione delle molecole di clorofilla. Una giusta quantità di azoto comporta una crescita rigogliosa e robusta della pianta, con tessuti vitali per un maggior periodo. La sua carenza si traduce in una crescita stentata e lenta e in tessuti che presentano ingiallimenti. Le leguminose instaurano a livello radicale un’associazione simbiotica con dei batteri azotofissatori, per cui non necessitano di concimazioni azotate. Un eccesso di questo elemento porta allo sviluppo sproporzionato dell’apparato aereo, una maggiore sensibilità agli attacchi patogeni, a una diminuzione della fioritura, ad un aumento del periodo vegetativo con conseguente minore resistenza alle gelate anticipate. Zolfo (S), componente strutturale di amminoacidi e vitamine, necessario nei processi fotosintetici e nella costruzione dei cloroplasti. La carenza di questo elemento riduce la crescita delle piante e induce un diffuso ingiallimento Calcio (Ca), componente di sostegno e rinforzo dei tessuti delle piante (consistenza

La cura del prato è una vera arte, che richiede esperienza, cura ed alto livello tecnologico. Husqvarna da 20 anni progetta e realizza i migliori rasaerba del mercato.

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