nutrizione delle piante

verdessenzaBy verdessenza 3 anni agoNo Comments
Home  /  consigli  /  nutrizione delle piante
23531808_ml

Gli elementi nutritivi necessari alla crescita e alle funzioni primarie della pianta si possono suddividere in due sottogruppi: i macroelementi, di cui la pianta ha una elevata necessità, e i microelementi, di cui ha un minore fabbisogno. Alcuni elementi sono già presenti in quantità consistente nell’ambiente e il loro apporto è superfluo, altri si esauriscono più rapidamente e la loro somministrazione è indispensabile. La pianta funziona come un indicatore della presenza o meno degli elementi nutritivi di cui necessita (ingiallimento, necrosi, sviluppo sproporzionato).

MACROELEMENTI

I macroelementi sono quelli di cui la pianta ha più necessità e di cui è maggiormente costituita (più dello 0,1% sulla sostanza secca).

I primi tre elementi vengono ricavati dall’aria e dall’acqua e non si assiste mai ad una loro carenza.

Carbonio (C), alla base di ogni struttura cellulare e essenziale per l’immagazzinamento delle risorse energetiche sotto forma di carboidrati.

Idrogeno (H), indispensabile per la creazione degli zuccheri, per la fotosintesi e per la respirazione cellulare.

Ossigeno (O), prodotto dalla pianta durante il processo fotosintetico e necessario alla stessa per eseguire la respirazione cellulare.

I seguenti elementi vengono invece assorbiti dal suolo mediante l’apparato radicale.

Fosforo (P), indispensabile per il funzionamento della fotosintesi clorofilliana, altresì importante per la crescita delle piante e per la formazione di fiori e semi. Spesso si trova in quantità ridotta nel suolo, le piante possono aumentare la loro capacità di assorbimento formando un’associazione mutualistica con un fungo (micorriza). L’eccesso di fosforo provoca un accrescimento maggiore dell’apparato radicale rispetto a quello aereo e all’anticipazione della maturazione dei frutti. La carenza dello stesso, facendo ridurre il metabolismo interno della pianta, ne comporta una crescita ridotta di tutte le sue parti.

Potassio (K), coinvolto nei processi metabolici della pianta (fotosintesi, respirazione, enzimi), regola l’apertura e la chiusura degli stomi (dai quali la pianta ‘respira’) e quindi aumenta la tolleranza alla siccità e al gelo. Inoltre regola la dimensione di fiori e frutti. In suoli sabbiosi può risultare scarso a causa della sua forte mobilità. La sua carenza comporta un maggiore rischio di attacco da parte dei patogeni e un diffuso avvizzimento della pianta.

Azoto (N), componente essenziale di tutte le proteine, importante per la costruzione delle molecole di clorofilla. Una giusta quantità di azoto comporta una crescita rigogliosa e robusta della pianta, con tessuti vitali per un maggior periodo. La sua carenza si traduce in una crescita stentata e lenta e in tessuti che presentano ingiallimenti. Le leguminose instaurano a livello radicale un’associazione simbiotica con dei batteri azotofissatori, per cui non necessitano di concimazioni azotate. Un eccesso di questo elemento porta allo sviluppo sproporzionato dell’apparato aereo, una maggiore sensibilità agli attacchi patogeni, a una diminuzione della fioritura, ad un aumento del periodo vegetativo con conseguente minore resistenza alle gelate anticipate.

Zolfo (S), componente strutturale di amminoacidi e vitamine, necessario nei processi fotosintetici e nella costruzione dei cloroplasti. La carenza di questo elemento riduce la crescita delle piante e induce un diffuso ingiallimento

Calcio (Ca), componente di sostegno e rinforzo dei tessuti delle piante (consistenza dei frutti e delle pareti cellulari) ne migliora la vigoria. La carenza di questo elemento comporta malformazioni degli organi delle piante.

Ferro (Fe), costituisce diversi enzimi e regola numerosi processi (come la fotosintesi e la respirazione cellulare). La carenza di questo elemento si manifesta con ingiallimenti tra le nervature, dapprima sulle giovani foglie poi anche sulle altre.

Magnesio (Mg), costituente fondamentale della clorofilla e attivatore enzimatico. La mancanza di questo elemento si manifesta con la formazione di aree clorotiche e necrotiche, il ripiegamento dei margini fogliari e la caduta precoce delle foglie.

MICROELEMENTI

I microelementi sono quelli elementi indispensabili per la pianta, ma di cui essa ha un minore fabbisogno e che sono presenti in una percentuale minore nella sua struttura (meno dello 0,1% sulla sostanza secca). Sono coinvolti nella sintesi enzimatica e nella produzione di altre molecole necessarie al metabolismo.

I microelementi sono: Cobalto (Co), Manganese (Mn), Rame (Cu), Zinco(Zn),Silicio (Si), Molibdeno (Mo), Boro (B), Alluminio (Al), Cloro (Cl), Sodio(Na), Nichel (Ni).
Questi elementi sono, nella maggior parte dei casi, presenti in grande quantità nel suolo in rapporto alle esigenze delle piante.

CONCIMAZIONE

Il principio alla base della concimazione è quello di restituire al suolo la quantità di elementi nutritivi, che le piante hanno assorbito durante l’anno o che è stata asportata durante le normali operazioni di giardinaggio. Interventi come potature, sfalci del prato o la semplice raccolta delle foglie concorrono all’asportazione di sostanza organica e quindi elementi nutritivi dal substrato.

È importante stendere un piano di concimazione che tenga conto delle piante esistenti nel giardino e del loro stato fitosanitario. Una corretta concimazione garantisce il corretto benessere e lo sviluppo equilibrato delle piante. Ci sono due tipologie di apporto di elementi nutritivi: la concimazione ordinaria, quella che si deve eseguire periodicamente a riposo o ripresa vegetativa, e la concimazione di fondo, che si effettua durante la realizzazione del giardino: impianto di alberi, arbusti e perenni, formazione del tappeto erboso. Esistono due metodologie di somministrazione: una concimazione solida o liquida del substrato e una concimazione di tipo fogliare, effettuata sulla chioma.

La concimazione chimica prevede l’apporto di prodotti di sintesi o estrattivi. Differentemente da questa, la concimazione organica si basa sull’uso di materiali di origine biologica contenenti carbonio. I composti minerali sono molto più concentrati di quelli organici. Questi ultimi sono gli unici accettati dall’agricoltura biologica. L’importante, in ogni caso, è non eccedere con i nutrienti ed effettuare prima di ogni somministrazione una giusta valutazione del fabbisogno di un giardino.

Diversi concimi hanno proprietà ammendanti, modificano le caratteristiche fisiche del suolo, o correttive, variano le caratteristiche chimiche del substrato. Ad esempio la concimazione organica comporta un aumento della strutturazione del terreno, mentre l’apporto di concimi minerali con pH basico o acido può sul lungo periodo modificare leggermente il pH del suolo.

PERIODI DI INTERVENTI

I concimi minerali, data la loro formulazione chimica, sono immediatamente assimilabili dalle piante, per cui la velocità di assorbimento è rapida e la loro somministrazione sarà da eseguirsi durante il periodo vegetativo. I concimi organici contengono delle molecole più complesse che dovranno essere mineralizzate prima dell’assorbimento, quindi gli elementi saranno utilizzabili dopo un periodo di tempo, la loro somministrazione è consigliabile durante il riposo vegetativo.

Categories:
  consigli, nutrizione piante
this post was shared 0 times
 000
verdessenza
About

 verdessenza

  (6 articles)

Leave a Reply

Your email address will not be published.