Come potare le proprie piante?

verdessenzaBy verdessenza 3 anni agoNo Comments
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Note introduttive

Porre le piante giuste al posto giusto, siano alberi, arbusti o erbacee perenni, limita gli interventi di potatura alle operazioni di svecchiamento e di pulizia dal secco, interventi poco invasivi e sporadici. Si deve sempre tenere conto della grandezza finale di una pianta e non farsi condizionare dalla grandezza all’impianto. Dopo alcuni anni la giovane pianta che si ha di fronte potrebbe diventare un vero e proprio mostro e un giardino luminoso potrebbe trasformarsi in una giungla buia. Queste errate considerazioni portano ovviamente ad una spesa di manutenzione più alta di quella per un giardino ben ponderato.

Si tende spesso a pensare e a credere che le potature siano necessarie per il buon sviluppo della pianta e che inoltre essa ne tragga un beneficio. Credenza avvalorata dallo sviluppo, nell’anno successivo a un intervento energico, di vigorosi ricacci. Questa opinione è errata per due motivi specifici. Il primo è più che altro una considerazione logica: in natura le piante necessitano di potature? La seconda ragione è legata alla fisiologia delle piante: dopo il taglio di una parte della chioma, la pianta lavorerà per ricreare l’apparato fotosintetico di cui è stata privata emettendo molti nuovi getti, questo però induce un forte stress alla pianta che alla lunga ne soffre.

Se si pensa alla pianta in termini di bilancio energetico si arriverà alla stessa conclusione. La pianta investe le risorse energetiche che immagazzina principalmente in crescita (nuovi rami), riproduzione (fioriture) e difesa dalle malattie (funghi, insetti, …). Ogni volta che si pota una pianta si deve tenere presente che si sta intervenendo su tale equilibrio. Operazioni energiche di potatura portano la pianta a sprecare più risorse nello sviluppo di nuovi rami e meno nelle fioriture o per le difese dai patogeni. Anni di errate potature portano ad una sorta di spirale di decadimento della salute della pianta.

Fisiologia della pianta

Una considerazione da tenere a mente è che non tutte le parti di una pianta si sviluppano allo stesso modo e con lo stesso ritmo di crescita. La gemma terminale (posta sulla cima di un ramo) è quella che si sviluppa per prima e maggiormente, se questa viene asportata saranno le gemme poste subito dopo lungo il ramo a svilupparsi (accestimento). Questa caratteristica fisiologica è denominata ‘dominanza apicale’.

Una pianta è ‘programmata‘ per raggiungere la sua grandezza finale. Possiamo costringere un albero ad avere una forma obbligata solo continuando a potarlo, ma esso tenderà sempre ad accrescersi in altezza e larghezza. Le siepi rappresentano l’esempio migliore per descrivere questo assunto.

Un ramo è inserito su un altro ramo principale o sul tronco. Nel punto di inserimento c’è un’area chiamata collare. Il collare è molto importante: è la struttura che andrà a chiudere un eventuale taglio. È importante rispettare, durante la potatura, soprattutto di un albero, quest’area evitando tagli troppo ravvicinati al punto di inserimento. Il ferimento del collare porta a una più difficile rimarginazione della ferita provocata dalla rimozione di un ramo.

Tipologie di potatura

  • Potatura di allevamento e formazione
    Intervento di selezione dei rami che faranno sviluppare la pianta nella forma e dimensione voluta.
  • Potatura di rimonda del secco
    Eliminazione dei rami secchi e malati, è un intervento di prevenzione fitosanitaria.
  • Potatura di mantenimento
    Intervento di svecchiamento e mantenimento in forma della pianta, selezione dei rami che porteranno a una maggiore fioritura.
  • Potatura di rinnovo
    Intervento volto a ringiovanire e a ridurre le dimensioni di una pianta senza però andare a sbilanciare i suoi equilibri energetici e morfologici.
  • Spollonatura ed eliminazione dei succhioni
    Intervento volto a ridurre la competizione data dallo sviluppo naturale o indotto di vigorosi getti secondari.
  • Potatura delle siepi
    Serie di due o tre interventi annuali di regolazione e riduzione della crescita delle piante.

Potatura soft

La potatura ‘soft‘ interviene per tempo e non in maniera vigorosa. Si basa sulla consapevolezza che tagli corti portano all’accestimento di un ramo e al suo sviluppo in larghezza, tagli lunghi portano a far sviluppare nuovi rami della stessa dimensione del ramo asportato. Quindi con pochi tagli mirati si può indirizzare lo sviluppo di una pianta.

È una potatura rispettosa della pianta e della sua forma, come in un intervento di microchirurgia si eseguono piccoli tagli, prevedendo come risponderà e come si svilupperà la pianta. È quasi una ‘non potatura’ se vista da occhi poco esperti, ma sicuramente meno invasiva e più duratura come risultati.

È una forma di intervento più difficile dal punto di vista operativo, che presuppone la conoscenza della fisiologia della pianta.

Potatura degli alberi

Normalmente siamo abituati a vedere alberi potati male e in modo drastico, a cui viene asportata per intero la chioma, questa pratica barbara che si definisce capitozzatura. Questa forma di potatura è sbagliata e totalmente negativa. È dimostrato che quello che si pensa di risparmiare con un intervento drastico (che ovviamente può costare meno di un intervento corretto per il minore tempo che richiede) si pagherà nel medio e lungo periodo con maggiori problemi di manutenzione, di difesa fitosanitaria, di valutazione di stabilità, di consolidamento, con l’accorciamento della vita degli alberi e la necessità del loro abbattimento e della loro sostituzione. Senza dimenticare il valore estetico completamente annullato.

Intervenire in modo corretto su un albero è difficile ma non impossibile. Si devono favorire interventi volti ad alleggerire la chioma dall’interno, eseguiti da personale esperto in ‘tree climbing‘ (potatura in arrampicata con corde di sicurezza). L’uso di un’autoscala rovina la chioma dell’albero, perché gli operatori devono aprirsi un varco nella chioma per poterci lavorare e difficilmente riusciranno a ripulirne l’interno.

Come effettuare i tagli

I tagli devono essere sempre effettuati con strumenti affilati per evitare slabbrature. È importante rispettare le distanze dal tronco o dalla branca principale: evitare la formazione di moncherini, zona di ingresso di funghi cariogeni, e rispettare il collare (punto di inserimento del ramo).

Quando potare

La regola principale direbbe di intervenire alla fine della fioritura di una pianta. Ma questo ci porterebbe ad intervenire in momenti poco indicati per la presenza di funghi. Si interviene quindi a riposo vegetativo: nel periodo invernale o in quello estivo, quando le piante sono ferme per le troppo basse o troppo alte temperature.

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  consigli, potature
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