Specifiche realizzazione suolo

verdessenzaBy verdessenza 3 anni agoNo Comments
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Il suolo è la porzione superficiale del terreno, dove si svolgono le attività biotiche delle piante e della fauna macroscopica e microscopica. Le sue caratteristiche chimiche e fisiche dipendono: dalla roccia madre da cui si sono evoluti, dalle piante che vi si sviluppano, dalle pratiche colturali che sono state effettuate. Può essere autoctono oppure essere di riporto. Il suolo è composto da una parte solida, una liquida ed una gassosa in equilibrio tra loro.

TESSITURA

Ogni costituente ha determinate proprietà chimico-fisiche. La sabbia ha una scarsa ritenzione idrica e favorisce lo sgrondo del suolo, ma non ha caratteristiche coesive e un eccesso della stessa comporta una infertilità del substrato. Il limo possiede proprietà intermedie tra le altre due frazioni, terreni molto limosi sono di difficile gestione. L’argilla ha un alto potere di ritenzione idrica, tenacità e un’alta capacità di interazione con gli elementi nutritivi. Se una giusta quantità della stessa determina una buona fertilità del suolo, terreni troppo argillosi sono pesanti da lavorare e a rischio di ristagno e asfissia.La tessitura o granulometria è la composizione percentuale delle particelle che compongono il substrato suddivise per dimensione. Condiziona le proprietà fisiche e chimiche e il rapporto tra acqua e aria presenti. La prima macro-suddivisione è tra terra fine e scheletro, composto dalle parti molto grandi quali sassi e rocce. Al di sotto di questa grandezza la tessi tura distingue tre diverse componenti: la sabbia (frazione grossolana), il limo (frazione fine) e l’argilla (frazione finissima).

STRUTTURA

La struttura è il livello di aggregazione delle particelle che compongono il suolo. Agendo su di essa mediante tecniche agronomiche mirate è possibile migliorare suoli difficili come quelli sabbiosi o limosi. La struttura si forma grazie all’azione di particelle colloidali (argille e humus) che possiedono un potere cementante e permettono la formazione di grumi, inglobando particelle più grandi come sabbia e limo.

IL PH

Il pH indica la reazione del suolo: neutra a cavallo tra pH 6 e 7, acida al di sotto di pH 6, basica al di sopra di pH 8. Questa caratteristica condiziona la solubilità degli elementi nutritivi presenti nel substrato e quindi la loro disponibilità per essere assorbiti dalle radici delle piante. I suoli neutri sono i migliori perché sono caratterizzati dalle migliori condizioni di nutrizione minerale e inoltre perché la maggior parte delle piante si adattano meglio a vivere tra pH 6 e 7. Solo alcuni microelementi sono maggiormente disponibili in altre situazione: il ferro in ambiente acido e il molibdeno in ambiente basico. I suoli acidi sono tendenzialmente meno fertili, alcune specie vegetali si sono però adattate a viverci (specie acidofile).

ACQUA E ARIA

La porosità del suolo dipende dal grado di strutturazione e dalla composizioni granulometrica dello stesso. Sia l’acqua che l’aria sono necessarie per lo sviluppo e la sopravvivenza delle radici. Più l’aria scenderà in profondità, più scenderà l’apparato radicale, andando ad occupare una zona meno stressata da cambi di temperatura e di umidità. Più i terreni saranno composti da strutture di grossa dimensione o componenti di granulometria maggiore più si otterrà una maggiore presenza di macroporosità occupata da aria, si favorirà lo sgrondo dell’acqua, ma si rischierà di ottenere un suolo siccitoso. Più i terreni saranno composti da grumi piccoli e componenti di ridotte dimensioni più si otterrà una maggiore presenza di microporosità, con la conseguente maggiore ritenzione idrica per capillarità e il rischio di asfissia. Le migliori condizioni sono una via di mezzo tra le due caratteristiche, con componenti di diversa grandezza in equilibrio tra loro.

FERTILITÀ

Gli elementi nutritivi, che si trovano nel suolo o che sono stati aggiunti mediante una concimazione, sono adesi alla superficie dei colloidi (argille e humus), mediante l’assorbimento radicale vengono assimilati dalle radici. Maggiore è la presenza di argille e sostanza organica sotto forma di humus, maggiori saranno gli scambi con la pianta e migliore sarà la capacità del suolo di trattenere gli elementi. In suoli sabbiosi la capacità di fissare gli elementi sarà ridotta e quindi la fertilità sarà minore. Importante nel suolo è la presenza di sostanza organica, l’umificazione di questa comporta un innalzamento dei valori di fertilità del substrato. Sia in un giardino che in un orto si dovrà tenere conto della stanchezza del suolo: è importante prevedere un piano di concimazione che reintegri nelle strutture del substrato gli elementi nutritivi asportati dalle piante che vi crescono.

PRATICHE COLTURALI

Le pratiche colturali si suddividono in lavorazioni meccaniche o apporti di ammendanti e correttivi al suolo. Le lavorazioni del terreno (vangatura, aratura, erpicatura, fresatura) hanno come scopo fondamentale quello di migliorare la struttura del suolo, diminuirne la tenacità e la compattezza, aumentarne la permeabilità migliorando così il rapporto aria-acqua.

La correzione dei difetti della tessitura si ottiene mediante l’apporto ingente di ammendanti: per esempio della sabbia in un suolo eccessivamente argilloso e della sostanza organica in un terreno sciolto o sabbioso. La reazione chimica dei suoli si può modificare parzialmente mediante l’aggiunta di correttivi, ma si deve tenere conto del rischio di ritornare nel tempo alle condizioni di partenza. La correzione può avvenire per i suoli acidi mediante l’apporto massiccio di calce o calcare, per quanto riguarda i suoli basici la correzione si può ottenere apportando rilevanti quantità di gesso o solfati.

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